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Aulico, non virtuoso

Apr. 23rd, 2012 | 12:12 pm

<<Un amico, dotto e intelligente, mi dice: "dovresti scrivere, Dossi mio, in forma più popolare, tralasciando certe parole che non si capiscono dai più, e però fanno abbandonare il libro prima ancor di leggerlo".
Rispondo: "a piacer tuo. Eccoti il libro e segna tu stesso queste parole reprobe".
L'amico lo prende, legge e si mette a sottolineare.
Egli conosce non scarsamente la lingua italiana e però non segna, in media, che un pajo di parole per pagina, che io mi affretto di sostituire con altrettante più facili.
Ed ora, così corretto, passo il libro ad altra persona meno esperta nel campo dei dizionari, una quindi che più si avvicina a quella indefinita quantità di gente, chiamata popolo, per la quale si dice che tutto dovrebbe essere scritto e fatto. Anche questa persona legge preventivamente, e, ad invito mio, nota le parole che non comprende interamente, e ne nota, in media, sei o sette per pagina, le quali non avevano provocata alcuna impressione di disgustosa novità nell'antecedente lettore.
Ed il libro transita, poi, sotto gli occhi di un terzo, ancora inferiore per intelligenza e coltura, e così via, sempre scendendo, va ad arrestarsi alla soglia dell'analfabetismo. Allora, dopo di averlo in mano corretto, come vorrebbe il signor Popolo, ripresento il libro al primo lettore.
Ahimè! colle parole sono scoloriti anche i pensieri (chè la parola, non è altro infine se non pensiero); a forza di stacciare il volume, tutto il sugo ne uscì, e non rimane più che la feccia. Quanto resta, tutti capiscono, è vero, ma non piace a nessuno. Perchè colui, che non scrive per pochi, finisce presto a non esser letto da alcuno.>>

[Carlo Dossi, Al lettore. Premessa a Fricassea critica di arte, storia e letteratura,  in Opere di Carlo Dossi, IV volume, Milano, 1926, pp. 91-92]

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Il diavolo e 'l corpo

Mar. 25th, 2012 | 10:33 pm


Radiguet!, dal nulla, come in quello ieri il litro di Solopaca, del tempo al sesso e parole di sentimenti, in là tra terra e inquinamento.
Mi parla di Baudelaire, Raymond... io che dovrei parlarne con Berman: <<Questa prefazione è intitolata 'Ai borghesi' .I lettori contemporanei [...] si preparino ad uno choc.>>
Pensaronci già epistole, caro M. tempo fa.
Ma si parla con opere: i corpi restano roba da ecografia, caffèllatte e imbarazzi da ospedale.
Perciò, penso un po' di più all'author di Barthes.

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da Porta a Porta

Mar. 9th, 2012 | 06:00 pm

Non so...
Non ce l'ho con me mai e mai l'ho avuta la smania degli altri negli occhi ce l'ho negli sprazzi e nei fulmini di calma, poi.
Quello che conservo è quello che non ho mai e mai avrò, l'immagine di un'idea, sempre quel libro mai trovato in quella giornata spesa al sole a camminare, da una Porta all'altra.

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Feb. 24th, 2012 | 01:44 pm

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febbraio in vertigini

Feb. 23rd, 2012 | 10:50 pm

febbraio è del vento che avvertiva, noi nella stanza riempita dal rumore di baci volgari divisi nelle stanze che nessuno avvertiva di un condominio di ognuno sospeso in vertigini letterarie...
Ma proprio adesso che ti vedo va' via, dalla mia finestra, che anche se mostri i denti ormai è finita.

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Feb. 23rd, 2012 | 01:43 pm

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Feb. 22nd, 2012 | 06:17 pm

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Roland Barthes - The Death of the Author (extracts)

Feb. 12th, 2012 | 11:59 pm
music: luciano berio

...forever anterior, never original.

- "Finally, outside of literature itself ..., linguistics has just furnished the destruction of the Author with a precious analytic instrument by showing that utterance in its entirety is a void process, which functions perfectly without requiring to be filled by the person of the interlocutors: linguistically, the author is never anything more than the man who writes, just as I is no more than the man who says I: language knows a "subject," not a "person," end this subject, void outside of the very utterance which defines it, suffices to make language "work," that is, to exhaust it."

- "We know that a text does not consist of a line of words, releasing a single "theological" meaning (the "message" of the Author-God), but is a space of many dimensions, in which are wedded and contested various kinds of writing, no one of which is original: the text is a tissue of citations, resulting from the thousand sources of culture. ...the writer can only imitate a gesture forever anterior, never original...  if he wants to express himself, at least he should know that the internal "thing" he claims to "translate" is itself only a readymade dictionary whose words can be explained (defined) only by other words, and so on ad infinitum..."

- "...life can only imitate the book, and the book itself is only a tissue of signs, a lost, infinitely remote imitation."

Grade: 


— translated by Richard Howard

source: www.ubu.com

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Fine delle trasmissioni contraddittorie

Feb. 9th, 2012 | 12:17 pm
music: venditore ambulante di passaggio

<<La poesia è una conquista, la sola possibile, dal "punto supremo".
"Un certo punto dello spirito dal quale vita e morte, reale e immaginario,
passato e futuro... cessano di essere percepiti in modo contraddittorio".>>

A.C. e A.B. sul Surrealismo

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Pascal, Revoltè + rosso frizzante

Feb. 7th, 2012 | 09:51 pm

Abetissez-vous! 
"al cuore del vizio, la virtù, la vita regolata, hanno odore di nostalgia."
Stasera ha anche sapore rosso frizzante scadente, altre volte mi tratto.
Ho caricato una vecchia canzone su soundcloud (http://soundcloud.com/fabiomolli/fabio-molli-god-bless-the)
Suono e studio, quindi mi ammalo: "mai Damocle danza meglio che sotto la spada."
Nessun ordine
le macchine tacciono
nella calda notte
lievemente percossa dalle onde, qualcuno di noi fischia.
E io m'addormento, familiarmente.

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